LA STORIA

Né filodrammatica né compagnia di giro, né dopolavoro né postazione d’avanguardia, L’ Oranona teatro nasce come Laboratorio Teatrale del Comune di Certaldo (così per ben 20 anni) e deve la sua atipicità proprio alla sua nascita, avvenuta nel 1988 intorno alla figura di Carlo Romiti, classe ’53, residente a Gambassi Terme, pittore diplomato in scenografia all’Accademia delle Belle Arti e da sempre appassionato di teatro.

Sostenuto dal Comune di Certaldo all’interno dell’Associazione Polis, il Laboratorio affonda a Certaldo le sue radici, ma i componenti provengono da tutta la Valdelsa, tanto che in tredici anni di attività oltre cinquanta persone hanno provato l’ebrezza di “sentirsi attori” e quasi venti, il gruppo “storico”, sono presenti fin dal primo anno di attività.

Le “tre regole” del teatro secondo Romiti sono, nell’ordine: Divertirsi, Divertire, Dare un messaggio.

Da Aristofane a Erasmo da Rotterdam, da Plauto a Boccaccio, dalla tragedia greca a Créthien de Troyes, gli spettacoli sono spesso improntati ad una comunicatività semplice e diretta; sobri, talvolta rustici e ruspanti, ma sempre portatori, per chi li vuole capire, di riferimenti metaforici o simbolici alla contraddittoria realtà che viviamo.

Formazione “dilettante” nel senso letterale del termine - dove cioè si fa teatro per diletto, per la gioia propria e degli altri - il Laboratorio non ha mai avuto pretese di diventare una compagnia di giro, ma ha messo in scena lavori originali - più di 20 produzioni per un totale di oltre 80 repliche - con estrema professionalità. Lo spettacolo "Io son un pellegrin che vo cercando…" è stato ripreso da “Speciale TG1” dedicato alla Via Francigena; più volte gli spettacoli sono andati in scena a Mercantia (nel 2001 con una produzione di punta dell’intero programma). Il “teatro” del Laboratorio infatti - per una mancanza divenuta virtù - non è tra i palchetti e i velluti rossi, ma è nella chiesa sconsacrata, nel giardino, o in una delle austere stanze del Palazzo Pretorio, in Certaldo Alto.

In contemporanea con la pubblicazione del libro che ne racconta la storia – il Laboratorio è stato ribattezzato “L’ORANONA teatro”, in omaggio a Boccaccio e al suo Fra’ Cipolla che proprio all’ora nona (le 15) da appuntamento ai popolani per mostrare la “penna dell’arcagnolo Gabbriello”. In un mondo che ancora chiede a gran voce di essere “fregato” dal Fra’ Cipolla di turno, è sembrata una scelta significativa.

Dopo 20 anni di attività, festeggiati all’interno di Mercantia 2008 e avendo oramai trovato stabilità e coesione all’interno del proprio gruppo teatrante, L' Oranona si è fatta più presente: l’impegno costante ogni secondo venerdì del mese con “Si racconta le novelle del Boccaccio”, letture dal testo originale del Decameron; "Con buone speranze", tratto da “Uccelli” di Aristofane; “Kriptika”, all’interno di Mercantia 2008; “Come Alatiel va in sposa al re del Garbo”, tratto da una delle novelle del Decameron, e altre rappresentazioni sono in divenire.

Chi si avvicinerà all' Oranona insomma, continuerà a trovare un modo leggero e impegnato al tempo stesso di stare insieme, di discutere… in una parola “di fare teatro”; un modo diverso per guardare alla vita, fin troppo “seria” e presuntuosamente evoluta, dell’uomo del Terzo Millennio.

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